Lunedì 2 Novembre. 2009
In occasione del TFF in programma dal 13 al 21 novembre, la tv del gruppo Fox Cult (canale 319 di Sky) propone quattro interessanti titoli che sono stati presentati nella rassegna cinematografica torinese negli anni passati, un’occasione per vedere titoli che hanno suscitato discussioni, polemiche o semplicemente critiche positive. Un’occasione per vedere un altro cinema rispetto a quello che la nostra tv è solita proporre.
Si comincia questa sera alle 21.00 con Religiolous Provare per credere. Il regista di Borat, Larry Charles, presenta un documentario irriverente e senza censure sul fenomeno religioso incentrandosi soprattutto su superstizioni e fondamentalismi. Evento speciale del Festival dello scorso anno. Lunedì prossimo sarà la volta de Il Giardino dei limoni di Eran Riklis, inaspettato successo di critica e pubblico in tutto il mondo. Il 16 novembre verrà presentato Garage di Leonard Abrahmson che sono riuscito ad acchiappare quest’estate in un cinema romano dove è stato programmato per pochi giorni. Infine il 23 novembre in contemporanea con il Festival sarà presentato Rip: a Remix Manifesto di Brett Gaylor, che viene definito il primo documentario open source sulla cultura del remix e del mash-up. Quattro appuntamenti da non perdere. Io ho già puntato il registratore.
Ulteriori informazioni le trovate qui.
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Lunedì 2 Novembre. 2009
Il primo appuntamento di quest’anno con le Lezioni di Rock non poteva che riguardare l’evento discografico dell’anno, il cofanetto che raggruppa tutti gli album dei Beatles rimasterizzati, più dvd nei quali si possono trovare interviste esclusive ai membri del gruppo oltrechè aneddoti vari sui diversi album.
Per chi non sapesse di che si tratta, le Lezioni di Rock sono degli incontri tenuti dai due giornalisti musicali di Repubblica, Gino Castaldo ed Ernesto Assante la domenica mattina al Teatro Studio dell’Auditorium. L’oggetto è sempre un album che ha fatto la storia del rock (l’anno scorso mi ricordo una lezione interessantissima su Dark Side dei Pink Floyd).
Assante e Castaldo ci intrducono nella storia del gruppo che più di ogni altro ha fatto la storia della musica pop. Dagli inizi di Liverpool con l’inaspettato successo allo scoppio della Beatles-mania, i due giornalisti attraverso aneddoti interessanti e notazioni di carattere stilistico e musicale ci conducono attraverso l’evoluzione della musica dei quattro “scarafaggi” inglesi. Nell’ascolto scelto di brani dai vari album racchiusi nel cofanetto (e che l’opera di rimasterizzazione ha riportato a nuova vita, è indubitabile) si riescono a cogliere i passaggi dal primo rock “facile” all’evoluzione nei testi e nelle ricerche armoniche sempre più sottili e raffinate degli album della maturità.
I Beatles sin dall’inizio sono stati un insieme di individualità più che un semplice gruppo e nella Lezione Castaldo e Assante sono riusciti a ben evidenziare i passaggi attraverso i quali queste individualità sono diventati sempre più predominanti rispetto al gruppo fino all’insostenibilità di farle convivere in un unico progetto (riuscendo comunque anche con tale incompatibilità a regalarci dei capolavori assoluti come il White Album o Sergent Pepper).
Un viaggio nella storia della musica, due ore e mezza che a malapena riescono a dare un’idea della grandezza dei Beatles non solo come gruppo musicale ma come simbolo di un periodo storico che ha cambiato per sempre la storia del mondo occidentale.
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Lunedì 2 Novembre. 2009
Il Signor Frederiksen è un anziano vedovo scontroso che vive nei ricordi della moglie Ellie che sono disseminati per tutta la casa. Un loro sogno da giovani era quello di raggiungere le cascate Paradiso in Sudamerica e sistemarsi lì. Quando si trova di fronte lo spettro della casa di riposo, il vecchio Frederiksen decide di realizzare questo sogno. E vola (letteralmente) verso le tanto sospirate cascate. Suoi compagni di viaggio saranno il bimbo scout Russell. Insieme incontreranno nuovi amici e ne passeranno delle belle.
E’ un film dove la fantasia dello spettatore vola insieme ai palloncini del vecchio Fredriksen: insieme a lui piano piano si abbandona la realtà per entrare in un mondo dove a regnare sono la poesia e l’emozione. Solo allontanandosi dalla realtà, infatti, si possono riscoprire i veri valori della vita, l’amicizia su tutto.
La Pixar ci regala questo nuovo capolavoro con un livello di grafica animata davvero stupefacente che la magia del 3d è ancora più coinvolgente.
Voto: 7
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Domenica 1 Novembre. 2009
Nuovo gioco, liberamente ispirato (si dice così per dire quando si è copiato) al 2-2-2 di Radio Deejay. Nella pagina della musica ho inserito una playlist di 40 canzoni, alcune delle quali sono evidenziate in neretto che rappresentano le mie preferite del mese (in questo caso quelle di inizio ottobre).
Quelle successive a ciascuna di quelle evidenziate sono legate alla precedente da un qualche legame, i più vari (stesso autore, stesso anno di realizzazione, stessa tonalità, ecc…).
Si tratta di individuare questi legami e spiegarli. Per questa volta è decisamente facile, nelle prossime volte il livello di difficoltà salirà.
E tu, ci riesci? Prova qui
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Sabato 31 Ottobre. 2009
Dopo le critiche del passato al Vittoriano avevano azzeccato una mostra dopo l’altra (per citare le ultime Picasso e Giotto). Questa nuova esposizione dedicata alla “Riscoperta di Dada e Surrealismo” sembra invece un passo falso. L’obiettivo dichiarato dell’allestimento è quello di dare uno sguardo d’insieme sui due movimenti che hanno dominato l’arte europea all’inizio del secolo scorso, influenzando in maniera evidente anche gli artisti di oltreoceano. L’impressione che se ne ricava passeggiando per il percorso espositivo è che si sia voluto puntare più sulla quantità che sulla qualità.
Le opere dei grandi nomi del dadaismo e del surrealismo si contano sulla punta delle dita (la Gioconda e la Fontana di Duchamp e lo splendido Castello Sospeso di Magritte su tutti), mentre vi sono decine e decine di opere minori utili se servono a dare un’idea dell’ambiente culturale del periodo, ma poco soddisfacenti nel corso di una mostra che ha l’ambizioso obiettivo di proporre al pubblico un discorso completo sui due movimenti artistici.
Anche la precisazione all’inizio dell’audioguida (che penso sia indispensabile per godere appieno di mostre come queste) sulla confusionarietà del percorso della Mostra sembra quasi un voler mettere le mani avanti circa la massiccia presenza di opere non proprio di primo piano.
Da segnalare, infine, l’assoluta tranquillità con cui abbiamo potuto visitare la Mostra ieri sera, avendo incontrato solo altri 4 (!!) visitatori in due ore di permanenza al Vittoriano: bene per noi, forse un po’ meno per gli organizzatori.
Sarà che siamo freschi visitatori di New York ma la parte della collezione permanente del Moma dedicata al Surrealismo surclassa di mille volte questa modesta mostra romana.
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Giovedì 29 Ottobre. 2009

Vent’anni e non sentirli. Sembra ieri che gli Elio e le storie Tese si sono affacciati con la loro musica parodistica e provocatoria, ma allo stesso tempo così perfetta dal punto di vista stilistico. Sembra ieri che il Pipppero scalava i vertici delle classifiche dei 45 giri (c’erano ancora anche se il loro lento declino stava iniziando). Invece sono già passati vent’anni dalla pubblicazione del loro primo album e l’occasione è stata celebrata con un concerto lunedì scorso al Teatro degli Arcimboldi di Milano e in diretta su Primafila la pay per view di Sky (per chi si è perso il live sul canale 353 il concerto è ancora disponibile al prezzo di 6 euro).
Accompagnati dalla Filarmonica Arturo Toscanini gli Elii hanno ripercorso la loro carriera a partire dal primo album Elio Samaga Hukapan Karijana Turu (di cui Elio nel concerto svela la traduzione irriferibile), passando per i brani di Italyan, Rum Casusu Cikti che li hanno fatti conoscere al grande pubblico, fino ai più recenti Cicciput e Studentessi.
Nelle due ore e passa di concerto c’è spazio anche per incursioni nella lirica: la versione della celebre aria Figaro dal Barbiere di Siviglia è imperdibile. E anche questa sarà presente nell’album raccolta in uscita domani, dall’improbabile titolo Gattini – Selezione Ufficiale dei Classici Nostri Belli.
Tra le mille chicche e partecipazioni straordinarie segnalamo la versione romanza di Shpalman di Max Pezzali, la splendida La Follia delle donne anche in versione tedesca; c’è poi dalla colonna sonora di Tutti gli uomini del deficiente, esilarante film della Gialappa’s Band Psichedelia per finire con l’unico inedito già in programmazione nelle radio, Storia di un bellimbusto.
Album imperdibile insomma per gli amanti del simpatico complessino. Come imperdibile sarà il tour che li vedrà in giro per l’Italia a partire da gennaio 2010. Per quanto mi riguarda ho già adocchiato le date di Roma: 12 e 13 febbraio all’Auditorium, Sala Sinopoli. Per vedere tutte le date, potete comunque cliccare qui.
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Lunedì 26 Ottobre. 2009
Il film di Giuseppe Capotondi è arrivato nelle sale preceduto dagli osanna della critica alla Mostra del cinema di Venezia che hanno visto nel film un ottimo prodotto di genere nel panorama sconfortante del cinema italiano.
In effetti il film è un thriller che soprattutto all’inizio dimostra di essere ben congegnato: Guido e Sonia si incontrano ad uno “speed date” e si piacciono. Solo che il loro incontro successivo sembra avere conseguenze tragiche.
La trama (che non racconto per non rovinare la visione) risulta però un po’ stantìa e, dopo l’inizio promettente, si perde in un evoluzione che sa troppo di già visto. Gli attori non mi sembrano poi nulla di eccezionale, mentre davvero azzeccata l’ambientazione in una Torino molto dark. Insomma, un compitino ben fatto, ma nulla di eccezionale.
Voto: 6
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Venerdì 23 Ottobre. 2009
Si chiude questa sera con la premiazione in Sala Sinopoli la quarta edizione della Festa del Cinema di Roma. Qui di seguito riporto la recensione dei fim che ho visto ieri e oggi. Tra di questi un film in concorso – Broderskab -, un’anteprima in esclusiva – il nuovo film dei Coen – e gli altri che appartengono alla sezione L’Altro Cinema – Extra.
Broderskab
Danimarca 2009 – 80′
Regia: Nicolo Donato
La breve sinossi sul programma mi ha incuriosito non poco, ma sono andato a vedere questo film ambientato negli ambienti dei neonazisti danesi con non pochi pregiudizi. I temi accostati – intolleranza razziale e omosessualità – sono senza dubbio abusati ormai e il rischio che ne venisse fuori un “pastrocchio” era alto. Invece è un film splendido, sui sentimenti che uniscono due giovani omosessuali che si trovano a vivere il loro amore in un ambito dove questo non può essere accettato. Donato affronta con rara sensibilità lo strazio interiore che dilania i due ragazzi, che dovranno scegliere tra il gruppo e il loro amore. Per nulla scontato e senza mai cadere nella stucchevole compiacenza, è un film che fa emozionare non poco. Sarebbe un peccato che una pellicola come questa non trovasse distribuzione.
A serious man
Stati Uniti 2009 – 106′
Regia: Joel e Ethan Coen
Uno dei titoli più attesi di questa edizione della festa (e lo dimostra il numero di vip o cosiddetti tali presenti ieri sera in sala), il nuovo film dei Coen è una miscela di humour mai così nero, citazioni colte e spiazante ironia su un mondo vicino ai due registi: il film è infatti ambientato nella loro città e parla della comunità ebraica. Dopo un fantastico prologo in yiddish, i Coen ci raccontano la storia di un novello Giobbe, un modesto professore in cerca di cattedra che nel giro di poco tempo si trova a dover affrontare la richiesta di divorzio della moglie che vuole vivere con il suo amante, problemi a lavoro e di salute. Insomma non gliene va dritta una. Cerca risposte da vari rabbini, che però non risolvono i suoi problemi, anzi. Satira noir, intelligente e a tratti esilarante. Come al solito i Coen ci regalano personaggi e situazioni spiazzanti e incredibilmente divertenti.
Garbo, the man who saved the world
Spagna, 2009 – 88′
Regia: Edmond Roch
La storia di una spia assurda che negli anni della seconda guerra mondiale si trova a fare il doppiogioco tra tedeschi e inglesi che, a quanto pare, ha reso possibile il successo dello sbarco in Normandia. Documentario ben costruito e raccontato in maniera originale e coinvolgente tra finti filmati d’epoca e interviste a storici e psicologi.
Jyurioku Pierrot
Giappone, 2009 – 119′
Regia: Jun-Ichi Mori
La storia di Izumi e Haru, due fratelli molto legati che si trovano a dover affrontare la morte della madre e la successiva malattia del padre. Si appassionano a misteriosi incendi che vengono appiccati in giro per la città e ad altrettanto misteriosi graffiti che Haru per lavoro deve ripulire. Flashback ci raccontano anche la storia che c’è dietro questi due fratelli, uno dei quali figlio di uno stupro subito dalla mamma. E’ un’intrigante e riuscitissima miscela di thriller e il racconto dell’intimità familiare che il regia narra con una poesia non comune. La modalità narrativa a metà strada tra l’introspezione orientale e l’esplicitazione dei sentimenti più occidentale rende il tutto commovente ed emozionante. La bravura dei giovani attori fa il resto. Da non perdere.
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Giovedì 22 Ottobre. 2009
La cosa che più colpisce quando si arriva a New York è quel senso di dejà-vù che deriva dal fatto di essere lo sfondo di migliaia di telefilm e film che ci accompagnano dall’infanzia. Così quelle strade ampie e trafficate perlopiù dai famosi taxi gialli, i grattacieli imponenti che ti portano a camminare a bocca aperta e occhi per aria, la frenesia quasi isterica dei pedoni che affollano i marciapiedi della Grande Mela notte e giorno, tutto ti rimanda un qualcosa di familiare e di accogliente anche in una realtà così diversa dalla nostra.
Quello che segue è il diario della nostra breve vacanza sulle rive del fiume Hudson. E’ quanto mai dettagliato, quindi anche potenzialmente palloso. Per chi non se lo vuole sorbire tutto due annotazioni importanti.
1. Per visitare i musei più importanti (MoMa, Metropolitan, Guggenheim) bisogna assolutamente dotarsi della City Pass (sul sito citypass.org): si risparmia sui singoli biglietti e soprattutto si evitano lunghe file agli ingressi.
2. Per alloggiare bene a Manhattan bisogna spendere tanto. Il nostro hotel
(Helmsley Hotel**** 42st. East) a Midtown è davvero confortevole, ma la spesa è rilevante: $190 a notte per persona. Il mio precedente soggiorno nella Grande Mela è stato sì più economico ma in un ostello non proprio pulitissimo e con i servizi in comune (American Dream Hostel, tra la 24esima e la Lexington,$ 80 a notte a testa). Basta avere chiare le proprie esigenze. Ed ora ecco il diario della nostra vacanza autunnale.
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