Lavoro nero made in Italy

ReportE’ ormai proverbiale parlare di “Report” come una delle poche trasmissioni ancora di qualità nell’ambito della televisione generalista italiana. Ma anche ieri l’inchiesta era di quelle da rimanere a bocca aperta. L’oggetto è stato il mondo della moda, del made in italy e dei beni di lusso. Per chi ha voglia di rivedersela basta andare sul sito della trasmissione. A parte i giudizi sull’utilizzo del lavoro nero da parte dei fornitori di pressochè tutte le grandi case di moda italiane e sul ricarico che viene fatto dal prezzo alla fabbrica a quello del consumatore, vorrei sottolineare due cose.

Il filmato è istruttivo soprattutto per chi pensa che comprarsi una borsa di Prada a 1000 euro o un paio di scarpe di Gucci a 1500 euro significhi assicurarsi un prodotto italiano di qualità. Come si è visto nella trasmissione nella maggiorparte dei casi il prodotto è di una qualità media, quando non bassa, e non è neanche prodotto in Italia.

Rosanna Cancellieri è stata “beccata” ad essere omaggiata di un paio di scarpe da uno stilista di cui aveva appena recensito la collezione. Chissà se avrà scritto bene o male? E soprattutto, è questa l’etica che è propria dei giornalisti italiani? So che non è giusto generalizzare, ma di segnali che comportamenti come quello della Cancellieri non siano delle eccezioni nella categoria dei giornalisti italiani ce ne sono diversi.

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