Il nodo etico

Paola Ho seguito con molto interesse il dibattito circa la possibilità di convivenza all’interno del Partito Democratico dell’anima atea (la definizione è di Scalfari) e di quella teo-dem. I campioni dei due opposti schieramenti – Piergiorgio Odifreddi e la senatrice Binetti – si sono confrontati sulle pagine de “La Stampa”, dopodichè la discussione è proseguita su giornali e blog.

Premetto che nè la Binetti nè Odifreddi riscuotono le mie simpatie. I loro atteggiamenti da ultrà dei rispettivi schieramenti mi sembrano controproduttivi e inconciliabili con la natura stessa del PD, nato per unire e dunque figlio del compromesso. In Italia la parola “compromesso” ha assunto una connotazione negativa, in realtà qui è sinonimo di presa di coscienza che l’unione (con la enne minuscola) in politica fa la forza, nella consapevolezza che la ricerca del bene pubblico e del miglioramento della società in cui viviamo siano primari rispetto alle differenze.

Il PD avrà un futuro se sarà in grado di sciogliere da subito il cosiddetto “nodo etico” e questo sarà possibile solo accantonando sterili atteggiamenti barricaderi. Così non potrà più essere ammesso che un senatore voti contro la fiducia al proprio governo perchè una norma non riscuote la sua approvazione: c’è tempo e luogo per discuterne, ma in aula si va compatti altrimenti non c’è legge elettorale antiframmentazione che tenga. Così dovranno essere abbandonati i toni anticlericali alla Odifreddi, perchè bisogna rendersi conto che per almeno metà dell’elettorato del PD, rappresentano retaggi di un passato da mangiatori d bambini.

Certo è che la maggioranza dei membri del PD di entrambe le provenienze – rossa e bianca – sono più concilianti e costruttivi. Così la Bindi e Letta sono cattolici ma realmente progressisti e riformisti, così nei D.S. la maggioranza fa fatica a seguire i toni antipapisti di Odifreddi. E’ su queste basi che l’azione unificatrice di Veltroni può trovare terreno fertile per impiantare l’azione politica riformista del nuovo soggetto politico di centrosinistra. E se si dovrà fare a meno della Binetti, penso che tutto l’elettorato del PD se ne farà una ragione.

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