Ieri dopo la lunga pausa invernale è tornato il campionato con la novità del terzo tempo. La direttiva della Lega Calcio prevede che al termine dell’incontro le squadre si radunino al centro del campo e si diano la mano, un po’ come succede nel rugby.
Il tutto è nato dopo l’iniziativa spontanea della Fiorentina che, all’indomani degli scontri seguiti alla morte di Gabriele Sandri, ha terminato l’incontro con l’Inter con tutti i giocatori viola che hanno atteso gli avversari all’imbocco dello spogliatoio applaudendoli. Un gesto splendido tanto più perchè spontaneo ed inatteso. Talmente bello che Matarrese ha pensato di renderlo “d’ordinanza” su tutti i campi creando un vero e proprio cerimoniale ad hoc.
Peccato che in questo modo le due caratteristiche di cui sopra vanno a farsi benedire. Il cerimoniale rende tutto forzato e impersonale, e la spontaneità che era il lato più bello del gesto scompare. I risultati patetici si sono visti ieri.
A Catania alle strette di mano si accompagnavano recriminazioni su rigori dati e non dati, a Roma i giocatori della Lazio hanno rifiutato di stringere la mano all’arbitro. Come al solito nel calcio italiano anche le cose più belle vengono ridicolizzate e ridotte a pantomima.