Siamo nel pieno delle consultazioni per la soluzione della crisi di governo che si è aperta con le dimissioni di Prodi la settimana scorsa. Entro oggi pomeriggio il presidente Napolitano dovrebbe scegliere se dare un incarico per verificare la possibilità di creare un nuovo governo o se sciogliere il Parlamento ed indire elezioni anticipate.Quale che sia la scelta del Presidente sembra comunque certo che gli italiani verranno nuovamente chiamati entro l’estate alle urne. Proprio in questa prospettiva mi interessa fare qui un po’ di chiarezza sulla posizione di Veltroni, sindaco di Roma, segretario del Partito Democratico nonché probabile candidato premier.
“Lei si dimetterebbe se dovesse candidarsi a premier?” “Sì, mi dimetterei prima del voto”. Così lo stesso Veltroni in un’intervista a “L’Espresso” di metà novembre. In realtà non esiste nessuna incompatibilità di legge tra la candidatura alle elezioni politiche e la carica di sindaco, ma solo esigenze di opportunità politica. Quindi per legge il Sindaco può rimanere in carica anche durante la campagna elettorale. Solo una volta eletto in Parlamento decadrebbe dalla carica di Sindaco per incompatibilità e gli subentrerebbe la vice sindaco Garavaglia. Nell’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, l’articolo 7 del testo unico sulle elezioni politiche prevede che i sindaci che intendono candidarsi si dimettano entro i 7 giorni successivi alla data di pubblicazione del decreto. Alle loro dimissioni segue lo scioglimento dei rispettivi Consigli comunali e la nomina di un Commissario sino alle nuove elezioni locali.
Stando alle sue stesse parole, comunque, Veltroni in caso di indizione di elezioni politiche anticipate si dimetterebbe subito da sindaco. Cosa succederebbe a Roma? Secondo la legge 120 del 30 aprile 1999 sulle elezioni negli enti locali, se il Sindaco lasciasse il mandato entro il 24 febbraio sarebbe possibile l’abbinamento tra elezioni comunali e provinciali. Dunque ci sarebbe un commissariamento di pochi mesi. Scaduta quella data, per il rinnovo del consiglio comunale occorrerebbe aspettare l’Election Day del 2009 con conseguente lungo commissariamento del Campidoglio.