Persepolis

A parlare bene di Persepolis, il film di animazione di Marjane Satrapi e Vincent Parannaud che così tanti consensi ha ricevuto in tutta Europa, arrivo come buon ultimo. Ma non è possibile fare altrimenti di un vero gioiellino che, grazie alla magica matita della Satrapie e all’ottima sceneggiatura, permette allo spettatore di vedere una realtà terribile come quella della rivoluzione islamica iraniana, della guerra contro l’Iraq e del regime degli Ayatollah con gli occhi di una bambina prima, di una giovane donna poi, che nel corso di tutti gli avvenimenti storici che si susseguono in Iran, deve occuparsi anche di crescere.

La leggerezza dei disegni e il loro studiato distacco dal reale accentuano con efficacia il contrasto tra la triste realtà e il mondo fantastico e giocoso di una bimba, capace di traslare nel gioco perfino i racconti sulle torture agli oppositori.

L’autrice utilizza un mezzo alternativo – e per questo decisamente spiazzante e straordinariamente efficace – come il film di animazione per realizzare un vero e proprio atto d’accusa nei confronti dei regimi che si sono succeduti in Iran, apparentemente opposti, in realtà identici nella negazione della libertà e nel mantenimento del potere.

Se a questo ci aggiungiamo l’ottimo lavoro compiuto in fase di doppiaggio, ne viene fuori una delle migliori pellicole dell’anno. Da non perdere.

Voto: 7,5

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