Pietro Citati ne “la Repubblica” di lunedì scorso scrive un interessantissimo articolo sull’importanza di mantenere viva una lingua ricca e preziosa come l’italiano. Vi riporto l’incipit, che vale la pena leggere. Da notare l’uso della punteggiatura.
L’assassinio del punto e virgola (di cui Stefano Bartezzaghi scrive su Repubblica del 5 aprile) è molto più grave dell’assassinio di padri, madri, figli, figlie, mariti, mogli, nonne, cognati di cui parlano con infinita voluttà i nostri telegiornali. Una lingua deve la propria eleganza alla ricchezza dei propri strumenti espressivi. Una vera lingua possiede un foltissimo vocabolario: molti sinonimi, molti modi di dire: non usa mai forze inespressive o meccaniche: alterna il periodo lungo dieci righe a quello di tre parole: corre velocemente o rallenta come se stesse per addormentarsi: conosce le frasi subordinate, usa il tempo indicativo, il condizionale e il congiuntivo: se è il caso, invanta metafore; possiede tutti i segni di interpunzione-punto, due punti, punto e virgola, virgole, trattino, parentesi.
Nessuno è inutile, perchè essi segnano pause più o meno profonde, e danno ritmi diversi alla prosa. Se perdiamo la ricchezza della lingua, diventiamo incapaci di pensare, o di elaborare i nostri pensieri.
Venerdì 11 Aprile. 2008 alle 19:25 |
In “difesa” del punto e virgola le invio il mio breve racconto per bambini…
Punto e virgola
Se ne andava a zonzo un punto e virgola;
si occhieggiavano il punto e la virgola, erano pappa e ciccia, culo e camicia,
camminavano a braccetto per le strade di parole
senza dirsi una parola, non ce ne era bisogno.
Fino a che la virgola non prese un’azzardata iniziativa.
-Punto.- Disse- vado a fare un giro, a sgranchirmi la gamba.-
-Da sola?- Fece il punto, con disappunto.
-Perché no?- Disse la virgola, allegrotta.
Non si è mai sentito di un punto e virgola che si smembra, perché poi il punto rimane solo un punto, un punto solitario nel mondo e la virgola, quella svampita della virgola, annaspa dietro alle parole cercando un posto dove stare.
Il punto, che non si fidava a lasciar la virgola andar in giro da sola disse che una virgola senza un punto è come una frase senza il soggetto.
La disse grossa, il punto.
La virgola si offese, ma chi si credeva di essere il punto? Solo perché era così tondo e paffutello e perfetto non doveva permettersi di sminuire lei, che sembrava un punto riuscito male, sbavato, distratto, inciampato.
-Posso cavarmela benissimo da sola.- Disse la virgola e così, senza dare spiegazioni abbandonò la frase.
Il punto, tronfio nel suo essere perfetto, le disse:
-Come vedi non ho bisogno di te, faccio da solo.-Mise il punto, il punto.
E andò a capo.
La virgola lo guardò sbalordita. Il punto si credeva il padrone della frase, fermava come un vigile la rincorsa di parole e poi sgambettava giù, nella riga successiva. Andava a capo, come nulla fosse.
E il discorso.
Prendeva la piega che voleva lui.
Poteva diventare conciso.
Serrato.
Aveva potere.
Il punto.
Possibile che la virgola invece non avesse voce in capitolo? Possibile che la frase vivesse anche senza di lei? Dimessa e incupita invece di andare a sgranchire la gamba la virgola si infilò in un vocabolario. Ci voleva vedere chiaro sulla faccenda dei ruoli. Cercò alla voce virgola e lesse:
bastoncino, segno grafico della più breve pausa
allora cercò punto e le prime parole che lesse furono:
ente fondamentale della geometria
la virgola, indispettita non volle sapere altro. E così il punto era fondamentale, mentre lei un semplice…bastoncino? Eh no.
Furibonda prese la rincorsa e si rituffò nella frase, arrabbiata, prese, a fare, gli sgambetti, alle, parole, vi, faccio, vedere io, diceva, indispettita, così imparate, a trattarmi, come un, bastoncino, di poco, conto.
Il punto fece la voce grossa e le disse di levarsi di torno.
Ci voleva ordine.
Si doveva andare a capo.
Capo? Non sei, tu, il capo, gridò, la virgola, zoppicando, remando, annaspando.
A capo!
Ordinò il punto, con la collaborazione di un ospite esclusivo, il punto esclamativo!
A questo punto che poteva fare la virgola, stanca, affannata, non riusciva più neanche ad intralciare il fluire delle parole, quelle se ne infischiavano di lei, seguivano il proprio corso.
Allora dichiarò sciopero la virgola esasperata disse che non ne voleva più sapere di loro vocali consonanti punti e punti a capo facessero senza di lei la virgola si prendeva una vacanza perché che gusto c’è ad affannarsi tanto quando nessuno te ne è grato ti trattano come una lacrima cascata sul foglio come una macchia di inchiostro buttata là senza capo né coda come un legnetto così piccolo che neanche ci puoi accendere il fuoco se ci sei o non ci sei nessuno si accorge tutti vanno avanti di corsa a cercare chissà cosa forse un senso o la fine della frase o l’urlo di quel dittatore del punto che dice basta così ne ho le tasche piene di parole si va a capo e cede la staffetta alla maiuscola. Che vita difficile.
Il punto si avvicinò alla virgola,.
-Virgola.-Disse con voce amichevole. La virgola imbronciata col naso per aria si aggrottò tutta, fino a diventare più virgola di una virgola, le venne la faccia da apostrofo’, tanto era protesa verso l’alto, per non dare confidenza al punto.
-Torna giù, virgola.- Supplicò il punto.
-Faccio’ come mi’ pare e piace’.- Apostrofò la virgola.
-Suvvia. Virgoletta.-
-Sto benissimo’ quassù, io posso volare punto,-
-Volare virgola?-
-Certo. Se voglio sto a terra, ma se mi garba me ne vado su’ per l’aria, dove nessuna parola riesce ad acciuffarmi.-
Il punto osservò la virgola che traballava’ sopra una A.
-Se cadi ti fai male virgola. Tu non sei fatta per le acrobazie.-
-Lo dici tu’, che ti trascini a terra e non sai neanche cosa voglia dire volare, il massimo che riesci a fare è rotolarti….e rotolarti…ma non ti muovi poi tanto……..-
-Io ho bisogno di te, virgola. La frase ha bisogno di te, torna giù.- Disse il punto, stanco di essere un punto solo nel mondo di parole.
-Niente più insulti, niente più ordini e punti a capo?- Chiese la virgola.
-Niente più di tutto questo. Io mi annoio a stare qui per terra, senza di te, da solo. Torniamo ad essere un punto e virgola.-
La virgola sorrise, amici come prima, culo e camicia.
-Salta su-;disse; e così a braccetto se ne andarono a zonzo;