Il bagaglio di Alemanno

Saluti romani in Campidoglio

Elezioni a Roma/1 – Il cielo plumbeo di questa mattina su Roma bene rappresenta lo stato d’animo di chi ha sempre visto la sua città come una capitale europea aperta, progressista, di sinistra insomma. Per la prima volta nella sua storia Roma ha un sindaco di destra. Non di centrodestra, di destra. Perché Alemanno da sempre rappresenta la parte di Alleanza Nazionale rimasta più vicina al vecchio MSI, quella destra sociale rappresentata da Storace che non rinnegava, anzi esaltava le proprie radici fasciste. Del resto è un dato di fatto che Alemanno era conosciuto in gioventù per essere un picchiatore fascista, uno di quelli con la croce celtica non solo sul collo ma nel cuore.

Questo non vuol dire che non possa essere un buon sindaco, come è stato un buon Ministro delle politiche agricole, del resto. Però vedere ieri in Campidoglio quelle scene di esultanza isterica, quei saluti romani ostentati, quegli insulti da trivio nei confronti degli avversari faceva oggettivamente una certa impressione. Anche perché, a parti invertite, questo non sarebbe successo.

A Roma non ha vinto il centrodestra, ha vinto la destra. Ha vinto l’arroganza dei tassisti che proprio da Alemanno avevano ricevuto solidarietà nella loro protesta illegale che aveva bloccato proditoriamente la città per giorni, aldilà di ogni regola non solo sindacale ma del vivere civile. Lo avevano accolto al grido di “duce, duce”. A Roma ha vinto la destra più dura e pura. Quella di cui fanno parte gli esponenti del partito di Storace che in massa hanno riversato i propri voti su Alemanno, quella della moglie del neosindaco, la figlia di quel Pino Rauti che ha sempre rivendicato con orgoglio la propria identità fascista.

Alemanno ha democraticamente vinto le elezioni ed ora, come è giusto, ha il diritto di amministrare per cinque anni la città secondo il programma presentato. Il mio non vuol essere un atto di accusa preventivo, ma è la realtà da cui proviene il nuovo sindaco, un retroterra con cui inevitabilmente bisogna fare i conti.

2 Risposte a “Il bagaglio di Alemanno”

  1. Buldra Dice:

    doccordissimo.

    Buldra.

  2. Decimo Massimo Meridio Dice:

    Forse noi Romani lo abbiamo votato perché Rutelli prima e Veltroni poi hanno lasciato che fossimo strozzati dagli usurai (attraverso gli affitti) senza battere ciglio. Poi io sto ancora aspettando che il Professor Prodi mi faccia recuperare quanto perso con il suo euro. Ma si sà che non dal Prof. non riavrò proprio niente indietro. Già sento la canzone . “Chi ha dato, ha dato, chi ha avuto, ha avuto”. Però noi Romani non scordiamo. Specialmente il giorno delle elezioni. Sapete un affitto che ti porta via metà di uno stipendio già decurtato dà un pò fastidio. Che ne dite? Sapete ciò che disse Rosa Luxemburg sul pane e sulle rose? In parole semplici: basta con un centrosinistra che conosce solo la parola “sacrificio”

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