Tra i primi provvedimenti del governo Berlusconi c’è l’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Entrare nel nostro paese senza un regolare permesso di soggiorno diventa così un reato punibile con il carcere da 6 mesi a 4 anni. Passa così una delle norme volute fortemente da Lega e AN per garantire maggiormente la sicurezza dei cittadini.
Una norma così carica di populismo e demagogia non la si vedeva da tempo. E’ una norma sbagliata perchè introduce una nozione di reato del tutto distante da quella che il sentire comune oltre che l’ordinamento giuridico ha fatto propria. Dal punto di vista formale, infatti, consideriamo “reato” quel fatto giuridico espressamente previsto dalla legge (principio di legalità) al quale l’ordinamento giuridico ricollega, come conseguenza, la sanzione. Dal punto di vista strutturale, pertanto, il reato è quel fatto umano (art. 27 Costituzione: responsabilità personale) attribuibile al soggetto (principio di materialità) offensivo di un bene giuridicamente tutelato (od anche solo minacciato) sanzionato con una pena proporzionale alla rilevanza del bene tutelato, in cui la sanzione svolge la funzione di rieducazione del condannato (Wikipedia).
In questo caso viene da chiedersi quale sia il bene giuridicamente tutelato al quale l’ingresso in clandestinità del nostro paese reca offesa o minaccia. La sicurezza? Ma qui entreremmo nell’ambito della presunzione di colpevolezza nei confronti di chi nulla ha fatto. La cittadinanza? Ma questa non viene pregiudicata da chi al massimo aspira ad assumerla anch’esso. Forse la purezza della razza? Inoltre la sanzione che dovrebbe svolgere la funzione rieducativa, a cosa dovrebbe rieducare il condannato? Quale principio etico-morale o anche solo giuridico ha questi infranto sì da dover essere “rieducato”?
E’ una norma sbagliata perché inapplicabile. Il nostro sistema giudiziario, già al collasso ora, non reggerebbe il numero di processi che dovrebbero essere celebrati, visto il numero di clandestini che tenta di entrare annualmente nel nostro paese. A Lampedusa dovrebbero esserci una decina di giudici che accolgano con una sentenza di condanna ogni barcone di disperati che sbarca sull’isola. Dopo quelli per mafia avremo i maxiprocessi per clandestinità?
E’ una norma sbagliata perché avere il culo di nascere in un paese come l’Italia invece che in Tunisia, Marocco o Libia non dà il diritto di sentirsi padroni assoluti della terra che occupiamo. E soprattutto non può far ritenere che chi vuole arrivare da noi, per cercare di stare meglio, di dare un futuro ai propri figli, sia per questo un delinquente da sbattere in galera.
E’ una norma sbagliata perché fa di tutta l’erba un fascio, e fomenta l’ipocrisia di chi da un lato ritiene che l’immigrazione clandestina sia la radice di tutti i mali e dall’altro usufruisce quotidianamente del lavoro di centinaia di migliaia di immigrati che sono disposti a fare i lavori con cui noi non vogliamo più sporcarci le mani (badanti, muratori, lavori domestici, bassa manovalanza).
Dopo questa prima ventata demagogica mi auguro che si prenda atto di tutto questo e che il Governo proponga davvero una regolamentazione seria dell’immigrazione superando la Bossi-Fini e affrontando da paese civile e maturo quello che solo la miopia propagandistica può far vedere solo come un problema e non anche come una opportunità, che oltretutto non abbiamo la possibilità di lasciarci sfuggire.
Giovedì 22 Maggio. 2008 alle 15:03 |
La politiche del governo nazionale in tema sicurezza e immigrazione… lascia molto perplessi.
Vi invitiamo a leggere il documento diffuso da un gruppo di credenti di Torino.
Se lo ritenete interessante potete anche sottoscriverlo: http://chiccodisenape.wordpress.com/2008/05/22/il-volto-di-ogni-uomo-e-immagine-di-dio/