Domani Berlusconi sarà a Matrix sulla sua Canale 5 per spiegare agli italiani “serenamente e pacamente ciò che si sta cercando di fare”. Bene, così finalmente sapremo per quale motivo il Governo ha intenzione di proporre con decreto e non più attraverso un disegno di legge che può essere discusso e modificato in Parlamento, le norme relative alle intercettazioni che prevedono pene abnormi per chiunque pubblichi atti di indagini in corso.
Così sapremo quali sono i grandi benefici che i cittadini italiani otterranno dalla norma blocca processi, ieri giudicata “irragionevole” dal Csm (noto covo di comunisti sediziosi). Berlusconi ci spiegherà che il processo Mills che lo vede implicato a Milano non ha nulla a che fare con questo, e che comunque non è ammissibile che i magistrati tentino di sovvertire quella che è stata la scelta del popolo sovrano di porlo a capo del governo. E’ per questo – continuerà Berlusconi – che è indispensabile approvare il lodo Schifani che garantisce l’immunità alle alte cariche dello Stato, lui compreso of course.
Berlusconi ha ormai varcato il confine non solo della correttezza istituzionale ma delle norme democratiche che impongono la rigida separazione dei poteri. Lui è a capo di uno di questi – esecutivo - ma in realtà si comporta da signore assoluto del secondo – legislativo – imponendo votazioni su leggi a suo uso e consumo, mandando i presidenti delle camere in avanscoperta sul Quirinale. E delegittima con operazione mirata il terzo – giudiziario – con dichiarazioni e denunce di presunte invasioni di campo che proprio lui è il primo a fare.
Per chi negli ultimi due anni si fosse disabituato, B. (come lo chiama Cordero) ha ricordato a tutti cosa significhi avere un Presidente del Consiglio con un conflitto di interessi così grande e un’attitudine al rispetto delle regole così piccola.
In tutto questo non ho ben capito la strategia del Partito Democratico che sembra sorpreso della chiusura al dialogo della controparte. Come un pugile stonato da un gancio ben assestato, il primo partito di opposizione barcolla senza riuscire a muovere un braccio. Per il momento, dato Veltroni come non rilevato, resta Di Pietro ad opporsi a tutto ciò.
Non ho votato per lui e mal digerisco le sortite giustizialiste che spesso accompagnano le uscite dell’Italia dei Valori ma di fronte a quello che sta accadendo non si può rimanere con le mani in mano. Per questo aderisco anche io alla manifestazione del prossimo 8 luglio alle 18 a Piazza Navona contro le leggi canaglia organizzata da Micromega e dal partito dell’ex magistrato.
Pubblicato da lacatasta