Il cavaliere oscuro

Mercoledì 13 Agosto. 2008

Tra le decine di film sui supereroi di cui da un paio di anni siamo letteralmente inondati, il Batman di Christopher Nolan è senza dubbio una spanna sopra tutti. Per la storia, per i personaggi e le ambientazioni. Nolan ancora una volta non delude le attese e costruisce una storia in cui in primo piano si trova la personalità dei protagonisti quale rappresentazione della multiforme natura dell’essere umano. Ogni uomo ha una doppia faccia, quella buona e generosa e quella malvagia e rabbiosa superbamente rappresentate nel viso per metà sfigurato di Taylor Dent. Tutte le medaglie finiscono per avere due facce con entrambe le quali bisogna fare i conti. Ma questo significa anche che si ha sempre la possibilità di scegliere.

Ed è proprio la scelta il tema centrale delle storie che vengono raccontate nelle due ore e mezzo del film. I tre personaggi “buoni” (Batman, Dent e l’ispettore) sono chiamati a scelte anche dolorose e sulle quali pesa sempre il dolore o la paura di una rinuncia. Quello che sono e come si comportano è il frutto di quello che vivono, dei loro sentimenti. Il supercattivo Jolly invece nella sua malvagia follia è l’unico senza sfaccettature psicologiche: il “bene” è il frutto dell’intelletto dell’uomo che decide di abbandonare il suo istinto animalesco (l’Homo hominis lupus di Hobbes) per essere comunità.

Riguardo gli attori, tutti a livelli ottimi da Christian Bale alla garanzia Michael Caine. Una spanna su tutti, però, c’è Heath Ledger che come regalo d’addio prima della sua tragica scomparsa ci regala uno Joker che non ha nulla da invidiare a quello di Jack Nicholson nel film di Tim Burton. Una interpretazione davvero speciale che preannuncia un Oscar postumo per lo sfortunato attore.

Voto: 7