Martedì 19 Agosto. 2008
Per carità il web 2.0 è una gran bella cosa e tutto. I Social Network sono divertenti, globalizzanti, interattivi, sei in contatto con i tuoi amici, magari conosci persone nuove. Però.
A me ogni volta che mi loggo, Facebook, metterla proprio lì per prima tra le persone che potrei conoscere, mi sembra sempre che mi stia prendendo per il culo.
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Pubblicato da lacatasta
Martedì 19 Agosto. 2008
Mai come in questi giorni comprendo in pieno l’importanza del diritto all’informazione e del lavoro dei giornalisti. Parlo dei fatti della Georgia dove solo grazie ai reportage degli inviati della stampa e della televisione è concesso all’opinione pubblica internazionale capire meglio quello che sta accadendo. Per fare un po’ d’ordine è meglio riepilogare (precisazioni e puntualizzazioni sono le benvenute).
L’esercito georgiano ha sferrato un’offensiva contro gli indipendentisti osseti causando centinaia di vittime tra i civili. In un articolo su “Repubblica” di qualche giorno fa vengono riportate testimonianze di superstiti che raccontano di uccisioni indiscriminate di donne e bambini (si racconta di un missile che ha volutamente colpito un pullman pieno di bimbi). Ora, la grande maggioranza degli abitanti dell’Ossezia del Sud sono russi che chiedono l’indipendenza dalla Georgia per poter tornare con la Russia. Per questo l’esercito russo è intervenuto contro i georgiani a difesa di quelli che considera suoi cittadini.
L’esercito di Mosca ha così oltrepassato il confine, ponendosi “a difesa” della capitale dell’Ossezia Gori. Questo ha scatenato la reazione internazionale, trattandosi a tutti gli effetti di una invasione. Ci troviamo ora in una situazione di stallo in cui agli annunci di ritiro del presidente russo Medvedev non corrisponde un effettivo dietrofront dei tank russi, come testimoniato dai giornalisti presenti sul luogo.
Ad oggi la situazione è questa. Si delinea in modo molto diverso rispetto ai primi giorni dove l’accento era stato messo solo sull’invasione russa, giustamente condannata. In realtà, come spesso accade, torti e ragioni sono da entrambe le parti. E come spesso accade a pagare il dazio più grande in termini di sofferenza è la popolazione civile.
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Pubblicato da lacatasta