Con l’immancabile profluvio di fuochi d’artificio ad illuminare la notte pechinese si sono conclusi ieri i giochi della XXIX Olimpiade. E’ il momento dei bilanci per le Olimpiadi con gli occhi a mandorla, che hanno brillato per la perfetta organizzazione, per le ottime strutture che li hanno ospitati e per tutto il contorno che la Cina ha saputo offrire forte dei grandi numeri di cui dispone. Sfarzo, eccessi, grandiosità che hanno avuto un’eco adeguata nei risultati che sono arrivati dai campi di gara.
La Cina con 51 medaglie d’oro si è piazzata al primo posto nella metà delle competizioni che assegnavano una medaglia. Dall’atletica ai tuffi, passando per i più tradizionali ping pong e ginnastica i padroni di casa hanno affermato un dominio incontrastato che va ben al di là delle polemiche relative a presunti favoritismi, endemici in una manifestazione di questo tipo (basta andare a confrontare il medagliere della Grecia di questa edizione con quello della scorsa svoltasi ad Atene). Più in generale c’è da constatare una conferma dell’estremo oriente con Giappone e soprattutto Corea del Sud ed una avanzata della Gran Bretagna che sta affilando le armi in vista di Londra 2012. Si parla tanto di debacle degli Stati Uniti: in realtà gli americani hanno conquistato ben 8 medaglie in più di Atene, mantenendo a 36 il numero di medaglie d’oro. E’ evidente che la Cina le medaglie che ha conquistato le ha tolte ai paesi “minori”.
L’Italia dal canto suo si è difesa bene: ha conquistato 28 medaglie, 4 in meno di Atene, di cui 8 d’oro (-2 rispetto a 4 anni fa). Ci sono mancate senza dubbio le medaglie negli sport di squadra: la pallanuoto, la pallavolo, il calcio e il basket (non presente) non hanno confermato i piazzamenti di Atene. Il vero tallone d’Achille azzurro è comunque l’atletica. Marcia esclusa una vera e propria debacle con solo qualche sparuto atleta che ha raggiunto le finali e nessuno che ha combattuto per le medaglie.
Due gli uomini che resteranno nella storia di questa Olimpiade. Michael Phelps capace di fare quello che nessuno mai prima: vincere 8 medaglie d’oro nella stessa Olimpiade. Un vero e proprio mostro di bravura questo ragazzo che negli Stati Uniti ha suscitato un entusiasmo degno del migliore Michael Jordan.
L’altro personaggio è senza dubbio il giamaicano Usain Bolt che di medaglie ne ha vinte tre ma pesantissime, 100, 200 e 4X100 e tutte e tre con record del mondo. Se nei 100 ha impressionato la sua facilità di corsa, la sua superiorità sugli avversari che quasi irride con quel suo caracollare finale, nei 200 ha dato la vera dimostrazione di forza battendo il record del mondo del mitico Michael Johnson che si credeva sarebbe rimasto imbattuto per chissà quanto tempo. E la cosa davvero impressionante è che Bolt ha evidenti margini di miglioramento. Correndo in altura o con vento a favore i limiti a cui il nuovo figlio del vento potrà raggiungere solo un mese fa sarebbero stati inimmaginabili.