Per la legge dei grandi numeri qualche volta potrebbe non capitare. E invece da quando è Sindaco di Roma non c’è stata volta in cui una dichiarazione di Gianni Alemanno non sia parsa inadeguata, fuori luogo. E’ evidente che si porta dietro tutto il peso di una vittoria inaspettata che ha portato lui e gli esponenti della destra romana a ricoprire ruoli che non si aspettavano e ad affrontare situazioni senza esserne all’altezza.
L’ultima uscita riguarda il caso dei due cicloturisti olandesi aggrediti dai pastori romeni a Ponte Galeria. Cosa fa il nostro sindaco invece di dolersi dell’accaduto, portare le scuse e la solidarietà della cittadinanza ai due ospiti e agire immediatamente per impedire che il fatto si ripeta? Rigurgita una dichiarazione in cui rimprovera i due malcapitati per essersi accampati in un posto “dimenticato da Dio e dagli uomini”. Ora, a parte che il primo degli uomini che lo hanno dimenticato quel posto è stato proprio lui, il Sindaco. Ma si può addossare la colpa di una violenza a chi quella violenza la subisce? Per di più se sei il responsabile che dovrebbe assicurare la sicurezza sul territorio in cui quella violenza è avvenuta. E con che argomentazioni degne neanche del bar all’angolo! Tanto è vero che il giorno dopo ha dovuto precisare, rettificare, correggere, nella migliore tradizione del centrodestra italiano.
Questo è solo un episodio che però rende bene l’idea di cosa è la Roma della destra. Alemanno in poco più di tre mesi è riuscito ad eliminare la Notte Bianca, a farsi nominare commissario straordinario per affrontare un’emergenza economica di Roma che sa tanto di bufala (ricordate il famoso buco di Tremonti in diretta tv?), a farsi bello con l’operazione sicurezza e i militari nelle strade, salvo poi constatare l’efficacia nulla in termini di prevenzione e lotta alla criminalità più tutta una serie di effetti collaterali (qualcuno ha notizia della Notte Bianca?).
La Roma di Veltroni aveva tante pecche, molti lustrini che forse nascondevano i problemi più comuni dei cittadini. Ma era una Roma vivace, in crescita, piena di fermento. Questa Roma di destra, con i militari nelle strade, i vigili con la pistola e dosi massicce di populismo mi mette solo tanta tristezza.
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Pubblicato da lacatasta
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