Venerdì 30 Gennaio. 2009
La classifica di questa settimana è segnata da due grandi ritorni. Finalmente dopo diversi anni esce il nuovo singolo di Eminem. Crack in the Bottle anticipa l’uscita dell’album Relapse e, se tanto mi da tanto sarà un lavoro ricco di sorprese e partecipazioni. Marshall Mathers infatti è qui affiancato da tutta la sua crew, dal produttore Dr. Dre a 50 Cent.
Ci spostiamo dall’hip hop all’elettronica europea e troviamo un altro ritorno attesissimo, quello dei Royksopp (foto). Il duo norvegese che ha fatto ballare tutto il mondo con Poor Leno riappare sulle scene con un singolo molto “happy music” (non per niente si chiama Happy up here) anche questo anticipazione del nuovo album previsto per marzo.
Le altre due nuove entrate: il nuovo di Kanye West, praticamente uguale al precedente e l’ennesimo estratto dal fortunato album di Caparezza. Tutti i titoli, le posizioni e le info le trovate nella pagina della musica.
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Venerdì 30 Gennaio. 2009
Sul blog di Luca Sofri c’è la sua opinione sulla questione Battisti.
E allora: non è che la sgradevolezza umana di Battisti e delle cose che va dicendo da anni deve impedirci di dire almeno una volta che questo impazzimento anti-brasiliano sulla sua estradizione è cialtrone, ridicolo e demagogico: l’odio va forte. Basti pensare che solo pochi anni fa nessuno in questo paese sapeva chi fosse Battisti, o per cosa era stato condannato. Adesso pare ne vada del destino del paese.
Sul fatto che l’odio vada forte nel nostro paese non mi sembra possano esserci dubbi, come sul fatto che da noi ogni questione viene affrontata con toni e modi che aderiscono in pieno agli aggettivi usati da Sofri. Però è anche opportuno non perdere di vista i fatti, e nella questione dell’estradizione di Battisti (non della sua vicenda giudiziaria, non conosco gli atti e non posso giudicare) i fatti mi sembra parlino da soli.
1. Il governo brasiliano ritiene che l’Italia sia un paese dove l’amministrazione della giustizia non è affidabile, dove un condannato rischia la vita nello scontare la pena per cui è condannato (per mano di chi, delle istituzioni, dei servizi segreti deviati?). Di più. Un terrorista riconosciuto colpevole di vari omicidi, mai pentitosi, viene trattato alla stregua di un perseguitato politico da parte di un governo non democratico che chiede asilo. Mi sembra che le condizioni perché l’Italia protesti di fronte ad un atteggiamento di questo tipo ci siano tutte.
2. L’arroganza di Battisti, la sua spavalderia nel concedere interviste in cui non perde occasione per compiacersi tra le righe di quanto sia stato bravo e furbo a sfuggire alle autorità italiane: non si tratta solo di “sgradevolezza umana”, ma di un continuo affronto alla memoria delle vittime degli omicidi di cui lo stesso Battisti è ritenuto colpevole. Qualcosa cambia, vogliamo dirlo?
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Pubblicato da lacatasta