Tiziano Ferro è uno che ai suoi concerti fa il tutto esaurito. A volte anche di più, come ieri allo Stadio Olimpico dove per settori interi sono stati venduti più biglietti per gli stessi posti. Sinceramente per chi ha pagato quasi 50 euro a biglietto, risulta abbastanza scocciante doversi mettere a questionare con altre persone che, tra l’altro hanno le tue stesse ragioni avendo il biglietto per i medesimi posti. Una pecca grave per un’organizzazione che proprio su queste cose misura la propria professionalità. L’idea che rimane è quella di chi vuole cercare di fare più grana possibile, anche a scapito della qualità del “prodotto” che va ad offrire.
A parte questo spiacevole inizio, il concerto poi è filato via bello liscio, nella tradizione dei grandi concerti pop all’italiana (Baglioni docet) con le ventimila persone della Curva Sud che intonavano tutte le canzoni dall’inizio (magari rimanendoci male se qualcuna non la si conosceva
)
La prima tappa delle due romane del tour “Alla mia età”, propone poco più di venti canzone - diverse dell’ultimo album ma non mancano i suoi cavalli di battaglia. Due ore di musica, bis compreso, che creano un’atmosfera emozionante.In realtà Ferro non è esattamente un animale da palcoscenico: l’esibizione dal vivo non aggiunge nulla a quello che si sente per radio o su cd. La vera differenza la fa il pubblico (molti giovanissimi accompagnati dai genitori) che partecipa attivamente al concerto, più che ascoltare canta e alla fine torna a casa soddisfatto e senza voce.