Roma, Helsinki, Parigi. Tre città, tre storie di rapporti umani resi difficili dalle esperienze vissute e dal vuoto interiore. Anne Riita Ciccone ci racconta tre modi di vivere il rapporto con gli altri, partendo dall’assunto che tale rapporto è indispensabile alla nostra esistenza. La modalità narrativa è complessa, e la regista dimostra di non saperla sempre trattare con la necessaria perizia.
La storia della hostess finlandese stuprata durante una vacanza in Italia è tratteggiata con sapienza e leggerezza, l’episodio meglio riuscito dei tre. Anche quello del fotografo parigino che, reduce da una tragica esperienza nella guerra in Iraq trova soddisfazione alla propria esigenza di affetto nella pornografia on line. Invece sembra narrato con eccessiva superficialità l’episodio della pittrice di Roma che fa da maestra ad una giovane figlia di immigrati nella capitale. Qui la Ciccone sembra non capire bene quale argomento voglia trattare, se il razzismo, il rapporto con gli uomini della pittrice, l’integrazione della giovane. Un peccato, perché questo episodio toglie fluidità ed armonicità al film nel suo complesso.
Ad ogni modo la giovane regista italo-finlandese dimostra grande sensibilità e capacità, il film racconta i personaggi con una raffinatezza particolare, e merita senz’altro di essere visto.
Voto: 7
Lunedì 13 Luglio. 2009 alle 12:34 |
Certo, merita senz’altro di essere visto. non sono daccordo sul commento sull’episodio della pittrice romana che sebra non saper bene quale argomento trattare; penso che la regista abbia voluto proprio mettere sullo stesso piano argomenti come il razzismo (e dentro c’è inclusa l’impossibilità di integrazione della bambina, a causa stessa dei pregiudizi della sua famiglia),la paura dell’amore,la paura dell’altro, come comune divisore. Credo fortemente che tutti gli episodi siano stati affrontati al meglio e non lo trovo confuso e disarmonico, anzi, tutt’altro. Poche volte ho visto film dove si sente così tanto l’impegno registico, come non se ne facevano da tanto tempo. E’un film europeo infatti, piu’ che italiano.
Da vedere, se potessi dare un voto darei 9.