Dopo l’ennesimo sproloquio a ruota libera e l’ennesima figuraccia internazionale fatta ieri da Berlusconi durante la conferenza stampa in occasione del vertice Italo-spagnolo alla Maddalena, il problema politico legato alle note vicende in cui il Presidente del Consiglio è implicato, emerge in tutta la sua forza. Ieri il nostro premier ha spiegato ad un reporter (spagnolo: e gli italiani?) nell’ordine: 1. che lui non ha mai pagato per usufruire dei servizi di prostitute d’alto bordo, che toglierebbero ad un latin-lover come lui il piacere della conquista; 2. che, come faceva sua zia parlando da sola davanti allo specchio, si dice da solo di essere il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto; 3. che, infine,questa storia su veline ed escort è tutta una montatura giornalistica, minacciando en-passant la D’Addario di citarla in giudizio per reati che potrebbero portarla in prigione per 18 anni.
Più di qualsiasi dichiarazione ironica di Franceschini (“Non è il miglior premier, ce n’è uno che ha fatto meglio di lui: Benito Mussolini”), più di qualsiasi commento sarcastico di D’Alema (“E’ ormai in preda ad una forma acuta di machismo senile”), a far capire quanto grande sia la questione politica basta la faccia di Zapatero che ieri, durante questo delirio, era al fianco di Berlusconi. Il sorriso di ghiaccio prima, il tentativo di divincolarsi da una situazione che deve sembrare assurda agli occhi di qualunque persona che non viva in Italia poi, rendono evidente come il nostro maggiore rappresentante sia una continua fonte di imbarazzo all’estero. Al di là delle vicende in questione, è la persona stessa di Berlusconi ad essere un elemento di discredito del nostro paese all’estero.
La triste realtà che oggi abbiamo davanti è questa. L’Italia è rappresentata da un povero vecchio che sbraita davanti ai giornalisti di tutto il mondo delle sue doti amatorie, difendendosi senza convincere nessuno dall’accusa di accoppiarsi con prostitute; è rappresentata da un uomo la cui ubris è ormai senza limiti, che si circonda di prossenèti, servi e giullari che, ben lontani dal metterlo in guardia da questa smodatezza, assecondano con benevolenza la satiriasi senza fine del sovrano.
Sul perché ciò risulti chiaro a tutto il mondo, ma non agli italiani, si sono pronunciati fior fiore di politologi, sociologi ed esperti di comunicazione, dando le risposte più disparate. Il dato di fatto è che oggi l’Italia è, più che mai, l’Italia di Berlusconi. Una videocrazia in cui individualismo, affarismo, misoginia, spregio delle regole e delle istituzioni sono ormai pratiche comunemente accettate sul piano politico e (ciò che è più grave) sul piano sociale.
Per questo risulta importante partecipare alla manifestazione sulla libertà di stampa organizzata dalla Fnsi sabato prossimo. Non solo per l’oggetto della manifestazione stessa (pur fondamentale), quanto per rendersi conto che non tutta l’Italia è così. Per guardare in faccia e vedere che esiste anche un altro paese che di fronte a questo imbarbarimento senza precedenti della vita politica e sociale del paese, non ci sta.
Roma brucia. Cosa accadrebbe se una potenza straniera decidesse di strumentalizzare questa pacchiana faccenda delle escort? L’Italia è un importante partner nella Nato, dai Balcani all’Afghanistan. Il comportamento del primo ministro preoccupa e imbarazza tutti. (The Times, 10 settembre).