Il primo appuntamento di quest’anno con le Lezioni di Rock non poteva che riguardare l’evento discografico dell’anno, il cofanetto che raggruppa tutti gli album dei Beatles rimasterizzati, più dvd nei quali si possono trovare interviste esclusive ai membri del gruppo oltrechè aneddoti vari sui diversi album.
Per chi non sapesse di che si tratta, le Lezioni di Rock sono degli incontri tenuti dai due giornalisti musicali di Repubblica, Gino Castaldo ed Ernesto Assante la domenica mattina al Teatro Studio dell’Auditorium. L’oggetto è sempre un album che ha fatto la storia del rock (l’anno scorso mi ricordo una lezione interessantissima su Dark Side dei Pink Floyd).
Assante e Castaldo ci intrducono nella storia del gruppo che più di ogni altro ha fatto la storia della musica pop. Dagli inizi di Liverpool con l’inaspettato successo allo scoppio della Beatles-mania, i due giornalisti attraverso aneddoti interessanti e notazioni di carattere stilistico e musicale ci conducono attraverso l’evoluzione della musica dei quattro “scarafaggi” inglesi. Nell’ascolto scelto di brani dai vari album racchiusi nel cofanetto (e che l’opera di rimasterizzazione ha riportato a nuova vita, è indubitabile) si riescono a cogliere i passaggi dal primo rock “facile” all’evoluzione nei testi e nelle ricerche armoniche sempre più sottili e raffinate degli album della maturità.
I Beatles sin dall’inizio sono stati un insieme di individualità più che un semplice gruppo e nella Lezione Castaldo e Assante sono riusciti a ben evidenziare i passaggi attraverso i quali queste individualità sono diventati sempre più predominanti rispetto al gruppo fino all’insostenibilità di farle convivere in un unico progetto (riuscendo comunque anche con tale incompatibilità a regalarci dei capolavori assoluti come il White Album o Sergent Pepper).
Un viaggio nella storia della musica, due ore e mezza che a malapena riescono a dare un’idea della grandezza dei Beatles non solo come gruppo musicale ma come simbolo di un periodo storico che ha cambiato per sempre la storia del mondo occidentale.
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Nuovo gioco, liberamente ispirato (si dice così per dire quando si è copiato) al 2-2-2 di Radio Deejay. Nella pagina della musica ho inserito una playlist di 40 canzoni, alcune delle quali sono evidenziate in neretto che rappresentano le mie preferite del mese (in questo caso quelle di inizio ottobre).
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Come ogni estate anche questa ha il suo tormentone musicale. Quest’anno l’onore è andato alla canzone di Bob Sinclair che, per non fare troppa fatica, ha ripreso un famoso refrain della Sugarhill Gang, ha ripescato anche i superstiti di questo mitico gruppo degli albori dell’hip hop, gliel’ha fatta ricantare e ha aggiunto il solito coro di bambini che fanno lala: risultato il successo dell’estate 2009, Lala Song.
Tiziano Ferro è uno che ai suoi concerti fa il tutto esaurito. A volte anche di più, come ieri allo Stadio Olimpico dove per settori interi sono stati venduti più biglietti per gli stessi posti. Sinceramente per chi ha pagato quasi 50 euro a biglietto, risulta abbastanza scocciante doversi mettere a questionare con altre persone che, tra l’altro hanno le tue stesse ragioni avendo il biglietto per i medesimi posti. Una pecca grave per un’organizzazione che proprio su queste cose misura la propria professionalità. L’idea che rimane è quella di chi vuole cercare di fare più grana possibile, anche a scapito della qualità del “prodotto” che va ad offrire.
Prima di parlare della serata, mi scappa un poi’ di polemica. La parola d’ordine della nona edizione di Dissonanze, il festival di musica elettronica che si è svolto lo scorso fine settimana a Roma, è stata infatti postponed, ritardato. In ritardo l’inizio dell’aperitivo di sabato pomeriggio all’Ara Pacis, in ritardo l’apertura dei cancelli al Palazzo dei Congressi, in ritardo tutto il programma di almeno un’ora. Questo che apparentemente può sembrare un dettaglio, in realtà è il segno di quanto sia ancora provinciale l’organizzazione italiana rispetto al resto del mondo. Siamo ancora nella fase che il ritardo “fa figo”, crea l’evento. Quando arriveremo alla fase per cui seguire il programma così come presentato è segno di rispetto per il pubblico pagante saremo un bel passo avanti.
Al Palazzo dei Congressi dell’Eur fervono i preparativi, domani si apre la nuova edizione di Dissonanze, il maggiore evento di musica elettronica della capitale e forse d’Italia. Il programma si presenta particolarmente ricco ed interessante, soprattutto nella giornata di sabato. Il prezzo del biglietto un po’ eccessivo (36 euro per una serata), mi ha fatto tentennare ma alla fine abbiamo scelto di andare, data l’unicità dell’evento.
Come d’abitudine, quando arriva la primavera si aprono le finestre, si dà aria alle stanze e si buttano le cose vecchie. Capita così nella classifica musicale con ben cinque canzoni che entrano per dare aria fresca alla musica. Arriva il nuovo orecchiabilissimo singolo di Lily Allen (foto), Not fair, destinato ad avere maggior successo persino del precedente Fearcon cui la giovane e scorbutica cantante inglese ha sfondato in tutto il mondo. Poi c’è il grande ritorno di una delle più belle voci della musica internazionale. Annie Lennox ci regala Shining Light un singolo che come al solito colpisce per freschezza ed energia e sarà destinato ad accompagnarci all’estate.
Non poteva esserci un posto migliore dell’Auditorium per ospitare l’unica tappa del tour di