Beatles Remastered

Lunedì 2 Novembre. 2009

Il primo appuntamento di quest’anno con le Lezioni di Rock non poteva che riguardare l’evento discografico dell’anno, il cofanetto che raggruppa tutti gli album dei Beatles rimasterizzati, più dvd nei quali si possono trovare interviste esclusive ai membri del gruppo oltrechè aneddoti vari sui diversi album.

Per chi non sapesse di che si tratta, le Lezioni di Rock sono degli incontri tenuti dai due giornalisti musicali di Repubblica, Gino Castaldo ed Ernesto Assante la domenica mattina al Teatro Studio dell’Auditorium. L’oggetto è sempre un album che ha fatto la storia del rock (l’anno scorso mi ricordo una lezione interessantissima su Dark Side dei Pink Floyd).

Assante e Castaldo ci intrducono nella storia del gruppo che più di ogni altro ha fatto la storia della musica pop. Dagli inizi di Liverpool con l’inaspettato successo allo scoppio della Beatles-mania, i due giornalisti attraverso aneddoti interessanti e notazioni di carattere stilistico e musicale ci conducono attraverso l’evoluzione della musica dei quattro “scarafaggi” inglesi. Nell’ascolto scelto di brani dai vari album racchiusi nel cofanetto (e che l’opera di rimasterizzazione ha riportato a nuova vita, è indubitabile) si riescono a cogliere i passaggi dal primo rock “facile” all’evoluzione nei testi e nelle ricerche armoniche sempre più sottili e raffinate degli album della maturità.

I Beatles sin dall’inizio sono stati un insieme di individualità più che un semplice gruppo e nella Lezione Castaldo e Assante sono riusciti a ben evidenziare i passaggi attraverso i quali queste individualità sono diventati sempre più predominanti rispetto al gruppo fino all’insostenibilità di farle convivere in un unico progetto (riuscendo comunque anche con tale incompatibilità a regalarci dei capolavori assoluti come il White Album o Sergent Pepper).

Un viaggio nella storia della musica, due ore e mezza che a malapena riescono a dare un’idea della grandezza dei Beatles non solo come gruppo musicale ma come simbolo di un periodo storico che ha cambiato per sempre la storia del mondo occidentale.


Trivia Music

Domenica 1 Novembre. 2009

Nuovo gioco, liberamente ispirato (si dice così per dire quando si è copiato) al 2-2-2 di Radio Deejay. Nella pagina della musica ho inserito una playlist di 40 canzoni, alcune delle quali sono evidenziate in neretto che rappresentano le mie preferite del mese (in questo caso quelle di inizio ottobre).

Quelle successive a ciascuna di quelle evidenziate sono legate alla precedente da un qualche legame, i più vari (stesso autore, stesso anno di realizzazione, stessa tonalità, ecc…).

Si tratta di individuare questi legami e spiegarli. Per questa volta è decisamente facile, nelle prossime volte il livello di difficoltà salirà.

E tu, ci riesci? Prova qui


Gattini

Giovedì 29 Ottobre. 2009

Vent’anni e non sentirli. Sembra ieri che gli Elio e le storie Tese si sono affacciati con la loro musica parodistica e provocatoria, ma allo stesso tempo così perfetta dal punto di vista stilistico. Sembra ieri che il Pipppero scalava i vertici delle classifiche dei 45 giri (c’erano ancora anche se il loro lento declino stava iniziando). Invece sono già passati vent’anni dalla pubblicazione del loro primo album e l’occasione è stata celebrata con un concerto lunedì scorso al Teatro degli Arcimboldi di Milano e in diretta su Primafila la pay per view di Sky (per chi si è perso il live sul canale 353 il concerto è ancora disponibile al prezzo di 6 euro).

Accompagnati dalla Filarmonica Arturo Toscanini gli Elii hanno ripercorso la loro carriera a partire dal primo album Elio Samaga Hukapan Karijana Turu (di cui Elio nel concerto svela la traduzione irriferibile), passando per i brani di Italyan, Rum Casusu Cikti che li hanno fatti conoscere al grande pubblico, fino ai più recenti Cicciput e Studentessi.

Nelle due ore e passa di concerto c’è spazio anche per incursioni nella lirica: la versione della celebre aria Figaro dal Barbiere di Siviglia è imperdibile. E anche questa sarà presente nell’album raccolta in uscita domani, dall’improbabile titolo GattiniSelezione Ufficiale dei Classici Nostri Belli.

Tra le mille chicche e partecipazioni straordinarie segnalamo la versione romanza di Shpalman di Max Pezzali, la splendida La Follia delle donne anche in versione tedesca; c’è poi dalla colonna sonora di Tutti gli uomini del deficiente, esilarante film della Gialappa’s Band Psichedelia per finire con l’unico inedito già in programmazione nelle radio, Storia di un bellimbusto.

Album imperdibile insomma per gli amanti del simpatico complessino. Come imperdibile sarà il tour che li vedrà in giro per l’Italia a partire da gennaio 2010. Per quanto mi riguarda ho già adocchiato le date di Roma: 12 e 13 febbraio all’Auditorium, Sala Sinopoli. Per vedere tutte le date, potete comunque cliccare qui.


La musica dell’estate

Lunedì 17 Agosto. 2009

Come ogni estate anche questa ha il suo tormentone musicale. Quest’anno l’onore è andato alla canzone di Bob Sinclair che, per non fare troppa fatica, ha ripreso un famoso refrain della Sugarhill Gang, ha ripescato anche i superstiti di questo mitico gruppo degli albori dell’hip hop, gliel’ha fatta ricantare e ha aggiunto il solito coro di bambini che fanno lala: risultato il successo dell’estate 2009, Lala Song.

Oltre a questo simpatico motivetto spaccamaroni, ci sono però altre canzoni per cui verrà ricordata l’estate 2009 e che, tra qualche tempo, assoceremo alle vacanze fatte quest’anno. Ecco una lista delle migliori, o delle meno peggio, fate voi. Le ho selezionate un po’ tappandomi il naso (e questo spiega Lady Gaga), un po’ buttandoci dentro cose che mi piacciono (e questo spiega il disco di Dente, sconosciuto ai più, ma per me uno dei migliori dischi usciti quest’anno).

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Alla mia età tour

Giovedì 25 Giugno. 2009

Tiziano Ferro è uno che ai suoi concerti fa il tutto esaurito. A volte anche di più, come ieri allo Stadio Olimpico dove per settori interi sono stati venduti più biglietti per gli stessi posti. Sinceramente per chi ha pagato quasi 50 euro a biglietto, risulta abbastanza scocciante doversi mettere a questionare con altre persone che, tra l’altro hanno le tue stesse ragioni avendo il biglietto per i medesimi posti. Una pecca grave per un’organizzazione che proprio su queste cose misura la propria professionalità. L’idea che rimane è quella di chi vuole cercare di fare più grana possibile, anche a scapito della qualità del “prodotto” che va ad offrire.

A parte questo spiacevole inizio, il concerto  poi è filato via bello liscio, nella tradizione dei grandi concerti pop all’italiana (Baglioni docet) con le ventimila persone della Curva Sud che intonavano tutte le canzoni dall’inizio (magari rimanendoci male se qualcuna non la si conosceva ;-) )

La prima tappa delle due romane del tour “Alla mia età”, propone poco più di venti canzone - diverse dell’ultimo album ma non mancano i suoi cavalli di battaglia. Due ore di musica, bis compreso, che creano un’atmosfera emozionante.In realtà Ferro non è esattamente un animale da palcoscenico: l’esibizione dal vivo non aggiunge nulla a quello che si sente per radio o su cd. La vera differenza la fa il pubblico (molti giovanissimi accompagnati dai genitori) che partecipa attivamente al concerto, più che ascoltare canta e alla fine torna a casa soddisfatto e senza voce.


Dissonanze, giorno 2

Martedì 12 Maggio. 2009

Prima di parlare della serata, mi scappa un poi’ di polemica. La parola d’ordine della nona edizione di Dissonanze, il festival di musica elettronica che si è svolto lo scorso fine settimana a Roma, è stata infatti postponed, ritardato. In ritardo l’inizio dell’aperitivo di sabato pomeriggio all’Ara Pacis, in ritardo l’apertura dei cancelli al Palazzo dei Congressi, in ritardo tutto il programma di almeno un’ora. Questo che apparentemente può sembrare un dettaglio, in realtà è il segno di quanto sia ancora provinciale l’organizzazione italiana rispetto al resto del mondo. Siamo ancora nella fase che il ritardo “fa figo”, crea l’evento. Quando arriveremo alla fase per cui seguire il programma così come presentato è segno di rispetto per il pubblico pagante saremo un bel passo avanti.

Altro inciso di tipo sociologico. Mi ha sorpreso la quantità di giovani coatti attirati sabato al Palazzo dei Congressi da un tipo di musica che sicuramente non è a loro più congegnale. Invece di Bob Sinclaire, Molella e Fargetta i migliaia di transfughi dal loro habitat naturale (il 24mila baci di Latina, suppongo) si sono ritrovati ad ascoltare Laurent Garnier ed Henrik Schwartz. “Ahò ma che palle ‘sta musica” è un commento che ho percepito da più parti, sintomo di un’insofferenza che solo un basso più potente riesce a placare. Per il resto il panorama, piuttosto triste, è sempre quello che ci siamo abituati a vedere: ragazzine vestite di qualche centimetro di stoffa che non sfigurerebbero sui marciapiedi cittadini, ragazzi e non solo alla disperata ricerca di “qualcosa da calarsi”, alcool a fiumi.

La serata, musicalmente parlando, è stata invece decisamente interessante. Si parte con il set di Bat For Lashes, la vera sorpresa della serata, che ha presentato i brani del suo lavoro, tra cui la hit “Daniel”. Musicista originale con sonorità che si poggiano sull’intrigante contrasto tra percussioni molto accentuate e la nordica leggerezza della sua voce. Dopo di lei in Aula Magna è stata la volta dello strampalato progetto di Micachu & The Shapes, un trio che ha presentato dei divertenti brani incentrati sulla disarticolazione dei ritmi e delle melodie attraverso la miscelazione di volute cacofonie e alterazioni timbriche realizzate dal sintetizzatore, dalla batteria e da un chitarrino giocattolo.

Intanto nel Salone Grande prendeva possesso della consolle Laurent Garnier, che ha presentato i pezzi del suo ultimo album in uscita in questi giorni, garantendo il livello sempre altissimo dell’equalizzazione e della miscelazione. Un salto in terrazza dove stava terminando la sua esibizione Buraka Som Sistema e lasciava spazio a Radioclit con il suo afro-punk hip hop, un esperimento di contaminazione estrema che convince solo in parte.

In Aula Magna era poi la volta di Peter Christopherson, un panzone vestito con l’accappatoio della Carica dei 101 che presentava dei visuals estremi. Quello più duro era un video girato col cellulare di guerriglieri Tamil (?) che decapitavano un nemico ed esponevano poi la testa come trofeo. Un altro era il primo piano sul viso di un ragazzo asiatico impegnato in un rapporto sessuale. Una performance discutibile e pleonastica, che ha suscitato anche le vive proteste di qualcuno dei presenti.

All’alba delle tre del mattino, quando ormai il Salone Grande era stracolmo di gente, è stata la volta di A Critical Mass il progetto del trio Ame, Dixon ed Henrik Schwartz che qualitativamente ha rappresentato il miglior dj set della serata con le sonorità molto dure ma sapientemente miscelate da Schwartz, che no ha rinunciato a dei veri e propri virtuosismi in consolle. Musica buona, ma ormai la quantità di occhiali lampeggianti e di magliette attillate era tale da rendere impossibile la permanenza al PdC. Come dire, abbiamo sospeso per impraticabilità di campo.


Dissonanze 09 – Never stop discovering

Giovedì 7 Maggio. 2009

dissonanze-09Al Palazzo dei Congressi dell’Eur fervono i preparativi, domani si apre la nuova edizione di Dissonanze, il maggiore evento di musica elettronica della capitale e forse d’Italia. Il programma si presenta particolarmente ricco ed interessante, soprattutto nella giornata di sabato. Il prezzo del biglietto un po’ eccessivo (36 euro per una serata), mi ha fatto tentennare ma alla fine abbiamo scelto di andare, data l’unicità dell’evento.

Per informazioni sul programma delle due serate si può andare sul sito della manifestazione che è di facile navigazione e decisamente ben curato. Io mi limito a segnalarvi alcuni appuntamenti per me da non perdere. Sabato alle 23 in Aula Magna ci sarà il set di Bat for Lashes, a.k.a. Natasha Khan cantautrice inglese che vive nel nostro paese un momento di notorietà grazie al singolo “Daniel”, da un paio di settimane il disco più trasmesso da Radio Deejay. A seguire, sempre in Aula Magna i visuals di Micachu & The Shapes faranno da antipasto ai veri piatti forti della serata. A mezzanotte e mezza infatti ci si sposta nel Salone grande dove a mettere i dischi ci sarà Laurent Garnier che non mancherà di presentare i pezzi della sua ultima produzione in uscita in questi giorni.

Alle 2 sempre nel salone è la volta di A critical mass, il collettivo formato da Ame, Dixon ed Henrik Schwartz le cui sonorità faranno senza dubbio esplodere il PdC. Per chi ha ancora fiato e voglia alle 3 sarà la volta del set di un altro famoso deejay producer transalpino, Francois Kevorkian. Insomma, non siamo certo ai livelli del Sonar di Barcellona, ma per chi non può andare a giugno in Catalogna, Dissonanze rappresenta una buona consolazione, neanche troppo magra.

*Recensione della serata, qui la prossima settimana


Pulizie di primavera

Lunedì 27 Aprile. 2009

Come d’abitudine, quando arriva la primavera si aprono le finestre, si dà aria alle stanze e si buttano le cose vecchie. Capita così nella classifica musicale con ben cinque canzoni che entrano per dare aria fresca alla musica. Arriva il nuovo orecchiabilissimo singolo di Lily Allen (foto), Not fair,  destinato ad avere maggior successo persino del precedente Fearcon cui la giovane e scorbutica cantante inglese ha sfondato in tutto il mondo. Poi c’è il grande ritorno di una delle più belle voci della musica internazionale. Annie Lennox ci regala Shining Light un singolo che come al solito colpisce per freschezza ed energia e sarà destinato ad accompagnarci all’estate.

Così anche il pezzo di Shantelle, suonatissimo da tutte le radio, mentre arriva una novità italiana, tal Dente, che propone un album interessante dal titolo provocatorio “L’amore non è bello”. Entra in classifica con il primo singolo estratto, Vieni a vivere. Infine c’è un pezzo particolarissimo, la versione remix di Vuoi vuoi me di Mari Boine realizzata da Henry Schwartz. Un pezzo “dda paura” che il dj tedesco non mancherà di proporre anche a Dissonanze dove sarà ospite sabato 9 maggio.

Tutte le informazioni sulle posizioni, i titoli e le canzoni che lasciano la classifica le trovate qui.


Diluvio Universale

Mercoledì 25 Marzo. 2009

Come ha giustamente sottolineato Gaetano Curreri (foto), leader degli Stadio, all’inizio del concerto di ieri sera al Granteatro per l’unica data romana del tour della band emiliana, ci vuole coraggio a cominciare un tour solo pochi giorni dopo l’uscita di un nuovo album (“Diluvio Universale” è uscito nei negozi venerdì scorso). Ci vuole coraggio soprattutto per chi  non avrebbe problemi a costruire un live solo sui loro innumerevoli vecchi successi.

E’ invece una scelta molto apprezzata da chi come me è andato per la prima volta ad un loro concerto e dunque non ha solo l’aspettativa di riascoltare i loro vecchi successi ma vuole conoscere la band e la loro musica tout court

Era diverso tempo che non assistevo ad un concerto “tradizionale”, con la band disposta sul palco secondo il tradizionale schema chitarra-voce-basso-tastiere-batteria, le canzoni presentate con l’aggiunta di frequenti assoli di chitarra e, a giro, di tutti gli altri strumenti per permettere la presentazione dei vari musicisti. Non potevano mancare anche le chiacchierate qualunquiste del cantante tra un brano e l’altro del genere “adesso che c’è internet che casino che è, prima era meglio, la politica fa schifo”.

Ma tutto questo miscelato insieme regala oltre due ore e mezzo di uno spettacolo piacevole di buona musica, cosa che di questi tempi non è così scontato trovare. Curreri poi è un grande autore e un interprete di rilievo, gli arrangiamenti sono tutti molto curati e nonostante la linea armonica delle varie tracce sia sempre molto riconoscibile, la sensazione è che dietro ogni canzone ci sia sempre un’idea e non sia buttata lì tanto per.

Le canzoni nuove e i vecchi successi sono alternati con sapienza e il pubblico si dimostra attento nel seguire le nuove proposte e partecipe (almeno chi avevo a fianco :-) ) nel riascoltare i cavalli di battaglia degli Stadio specialmente nello scoppiettante finale con l’immancabile “Generazione di fenomeni”.

Mentre le persone escono soddisfatte sotto la pioggia risulta sorprendente come una band di “attempati” (sia detto simpaticamente) come gli Stadio riesca ancora a portare ai loro concerti persone di tutte le età, dai ragazzi di vent’anni fino ai signori di cinquanta. E’ il segnale che si è saputo entrare nel cuore della gente, non solo nelle sue orecchie.


A casa di Emiliana

Lunedì 16 Febbraio. 2009

Non poteva esserci un posto migliore dell’Auditorium per ospitare l’unica tappa del tour di Emiliana Torrini, cantante islandese di padre italiano praticamente sconosciuta nel nostro paese (anche se ad ascoltarla c’era più di un migliaio di persone). Una sala calda, accogliente che consegna nel modo migliore al pubblico le note sottili, appena accennate della musica tipicamente nord europea della giovane cantante.

La sala Sinopoli piena ed estremamente attenta, si lascia coinvolgere dal concerto che risulta sapientemente strutturato per rendere al meglio l’anima della musica di Emiliana. In poco più di un’ora e un quarto, bis compresi, presenta dal vivo praticamente tutte le sue canzoni e sceglie di farlo senza sostanzialmente distaccarsi dalla versione del disco. Ed è un bene , perché una delle qualità migliori di pezzi come “Me and Armini”, “Big Jumps” o “Jungle Drums” – per limitarsi ai titoli tratti dall’ultimo lavoro – sta proprio nella semplicità e nella sintesi. Variazioni su uno stesso tema – ritmi appena accennati dal carattere sincopato e vagamente ossessivo su cui si innesta una melodia dai toni quasi pop - ma che non riescono a stancare in una canzone che dura in media poco più di tre minuti.

Anche il palco, sobriamente allestito come un soggiorno, con lampade, tappeti e abat-jour, rimanda alla vocazione intimista di Emiliana. Sembra di stare davvero a casa sua, seduti sul tappeto ad ascoltarla  mentre ci canta le sue canzoni. Ma del resto, da una cantante islandese, ci si aspetta forse qualcosa di diverso?

Jungle Drum l’ultimo singolo tratto dall’album “Me and Armini”