Siamo partiti sabato mattina con costume, crema, secchiello e paletta pieni di speranze di poterci godere un bel ponte all’insegna del sole e del mare della Puglia. Ce ne torniamo a casa sotto scrosci di pioggia tropicali, tra nuvole nere e temperature autunnali, bagnati ma non delusi. Perché se è vero che il mare lo abbiamo visto solo da lontano, il Gargano non ha deluso le nostre aspettative, specialmente quelle culinarie.
Sabato infatti nel ricevimento del matrimonio – che poi era la ragione vera della trasferta pugliese – il pesce lo abbiamo degustato in tutte le possibili declinazioni, dalla classica grigliata, alla frittura di paranza, ai ravioli al profumo di mare con mollica di pane sopra. Il trittico della casa, sempre a base di pesce, ci ha regalato davvero i sapori del mare e del pesce freschissimo. Altro giro, altra mangiata di pesce, al Ristorante dell’albergo Panorama del Golfo a Siponto, vicino Manfredonia. Qui un’ottima frittura e una spigola alla brace più contorni a base di verdura, ci è costato 15 euro a persona. Senza vino, è vero, ma comunque il prezzo è ottimo.
Manfredonia è un posto non particolarmente attraente dal punto di vista turistico, anche se, dopo la pioggia di domenica, nella passeggiata di lunedì sera, il cielo sereno e la temperatura più alta le davano già un altro aspetto decisamente più piacevole. Anche Siponto, la parte meridionale della città, non è un granchè con un panorama della spiaggia, trascurata e sporca, che non rende onore alla bellezza del mare.
La sorpresa in postivo invece, ce l’ha riservata la visita a Vieste (foto), che con il suo centro storico abbarbicato sulle pendici del promontorio, e con le case bianche che le regalano un’atmosfera quanto mai vacanziera e rilassata, è davvero una delle perle del Gargano. Da segnalare la strada che da Mattinata porta a Vieste, che regala degli squarci mozzafiato con l’armonioso contrasto tra il piatto blu del mare e le scoscese pendici del promontorio.
Rinunciando a malincuore a Peschici, troppo lontano dalla base, lunedì fra nuvole e squarci di sereno, ci siamo diretti verso San Giovanni Rotondo. Che questo sia il paese di Padre Pio, lo si capisce da tutto: cartelli stradali, immagini del santo che si trovano in ogni dove, decalcomanie stile Che Guevara sulle macchine. Visitando il santuario l’idea è quella dei mercanti al tempio: tra negozi di souvenir, alberghi, ristoranti e parcheggiatori abusivi, tutto è un suk nel quale l’immagine del Santo altro non è che l’oggetto del mercanteggio.
Merita una visita la intrigante struttura ad archi della Basilica progettata da Renzo Piano, decisamente avveniristica ma armoniosa, che non stride con l’ambiente circostante. Dopo San Giovanni il vuoto. Nel senso che lì intorno ci son una serie di paesini, piuttosto insignificanti e che, sinceramente, non valgono il costo della benzina utilizzata per raggiungerli. Insomma, il Gargano è uno stupendo posto di mare, dove si mangia benissimo e si possono trascorrere delle belle vacanze estive, specie in famiglia. Arte e monumenti, però, stanno da un’altra parte.